La comunicazione è necessità, interazione, partecipazione, azzeramento delle distanze. È un processo di trasmissione che ha bisogno di un soggetto intenzionato a condividere un’informazione e di uno o più riceventi in grado di recepirla.

La storia della comunicazione ha attraversato nel corso dei secoli fasi differenti, ciascuna delle quali caratterizzata dall’affermarsi di una particolare rivoluzione culturale in grado di rendere l’informazione progressivamente sempre più rapida e accessibile. Ciò che è importante ai fini della comprensione di questo sviluppo, è che nessun nuovo strumento si è mai posto in sostituzione dei precedenti; ogni innovazione nel settore della comunicazione si è sempre affiancata ai media esistenti integrandone l’efficacia e colmandone le lacune. Così la scrittura non ha sradicato la cultura orale, la stampa non ha eliminato la scrittura a mano e l’universo digitale non si è sostituito ai giornali cartacei.

La moderna comunicazione è nata con l’oralità. Gli uomini iniziarono a parlare fra loro, sviluppando forme primordiali di linguaggio e affinandole con l’evoluzione, spinti dal bisogno di stabilire relazioni e passare informazioni. In questa prima fase l’uomo affidava alla parola il compito di tramandare la propria storia, e per facilitare la memorizzazione si ricorreva alla liturgia, ai proverbi, alla rima.

Il passaggio dal canale comunicativo personale a quello slegato dal rapporto diretto fra persone fisiche è avvenuto con l’avvento della comunicazione scritta, o per meglio dire manoscritta, con il quale l’uomo ha segnato il passaggio dalla preistoria alla storia. La memoria veniva incisa su tavolette di argilla, copiata su papiri, pergamene e codici miniati per essere tramandata nel tempo.

Nel 1455 la prima tiratura della Bibbia, realizzata da Gutenberg mediante stampa tipografica a caratteri mobili, segnò il momento decisivo nella diffusione e nella riproducibilità della cultura. Questa tecnica, che in Asia esisteva fin dal XIII secolo ma che non aveva avuto in Europa riscontro precedente, ampliò decisamente il raggio della comunicazione, consentendo una produzione e una diffusione su larga scala di un numero potenzialmente illimitato di copie di uno stesso testo, tutte identiche fra loro e realizzate con tempi e costi molto inferiori. La rivoluzione gutemberghiana allargò il pubblico dei lettori, dando inizio a quel processo di democratizzazione del sapere, lento ma inesorabile, che nei secoli ha visto l’affermazione del moderno giornalismo, la nascita dei quotidiani, lo sviluppo di un’editoria sempre più stratificata nei contenuti e nelle forme, la progettazione di tecniche di stampa sempre più rapide e precise, fino a giungere ai giorni nostri all’invenzione del libro digitale, l’ultima frontiera della trasmissione e dell’accelerazione della cultura.

I confini si abbattono, le tecnologie offrono a una fascia sempre più ampia di destinatari la possibilità di essere informati, la comunicazione si fa sempre più agile, rapida e maneggevole. Ma anche complessa, ricca di voci e contenuti.

Il XIX secolo assiste all’ultima delle grandi rivoluzioni: quella elettronica. Iniziato con l’invenzione del telegrafo di Samuel Morse, il nuovo sviluppo tecnologico porterà nel giro di poco più di un un secolo alla nascita della radio, della televisione, del cinema e infine del web. La distanza non costituisce definitivamente più un ostacolo alla possibilità di comunicare, l’attenzione si sposta progressivamente dal canale verbale a quello visivo, con contenuti sempre più sottoposti al potere dell’immagine; le possibilità di «vedere» si allargano, l’informazione raggiunge ogni casa, ogni destinatario è investito sempre di più del potere e dell’onere della scelta nell’ambito di possibilità sempre più infinite. È esso stesso a cercare ciò di cui ha bisogno, attingendo dai canali di comunicazione suggerimenti, suggestioni.

Persino la fotografia, nata come tecnica di riproduzione oggettiva della realtà, nell’era del digitale supera i confini tra esistente e immaginato e arriva a essere la dimostrazione che non vi è limite al potere creativo dell’immaginazione, poiché ogni immagine, se non può essere catturata all’esterno, può essere pensata e poi riprodotta.

Il web rappresenta l’apice di tutto questo processo, una galassia composta da infiniti messaggi universalmente accessibili, in grado di coprire quasi tutto lo spettro percettivo umano. Uno spazio multiforme che è campo d’indagine del web marketing, quel settore di attività che sfrutta il canale internet per analizzare il mercato, studiarne le dinamiche e intessere nuovi rapporti commerciali. La pubblicazione efficace di un progetto, la sua ottimizzazione, la realizzazione di uno spazio adeguato e ben posizionato, la promozione rappresentano la strategia necessaria per presidiare il canale web attirando visitatori interessati.

Comunicare oggi significa avere a che fare con strumenti intrecciati fra loro, frutto di 6 mila anni di storia della comunicazione, partecipare a un sistema vasto, allargato e in continuo mutamento, saper dare voce a messaggi complessi in grado di convogliare contenuti tramite un uso efficace della multimedialità e al tempo stesso di attirare l’attenzione del destinatario, incuriosirlo orientandone le scelte.

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